Il punto della Stagione 2021/22

Scarica il Wallpaper della Stagione 21/22, dedicato alla vincitrice del titolo come ogni anno:

Si è conclusa anche questa 29a Edizione della Dragon’s League, i cui verdetti sono arrivati quasi tutti in coincidenza con l’ultima giornata, a testimonianza di un notevole equilibrio.

Può essere certamente considerata una cavalcata trionfale quella del Kendermore UTD, che ha concluso al primo posto la stagione così come l’aveva cominciata dalla prima giornata. Merito senza dubbio di conferme importanti provenienti dalle fondamenta gettate nella scorsa stagione (Vlahovic su tutti, ma anche giocatori come Theo Hernandez, Pedro, Zielinski…) su cui la dirigenza ha fatto gli innesti giusti. Ha sorpreso oltre le più rosee aspettative il rendimento sia di Deulofeu che di Berardi, quest’ultimo non solo decisivo in fase realizzativa ma anche vera macchina da assist. Prezioso anche il contributo di altri elementi della rosa che verranno sicuramente trattenuti, per potersi presentare con ottime credenziali anche il prossimo anno. La ciliegina sulla torta è rappresentata poi dal “doblete”, ovvero dall’aver portato in bacheca anche la Dragon’s Cup, per la verità non senza patemi durante la prima fase dei gironi e nella semifinale di ritorno, acciuffata per i capelli ai rigori contro la rivale n.1 di stagione, ovvero l’ Athletic Club Soler. Volendo trovare difetti a una stagione da incorniciare, non è piaciuto il vistoso calo di rendimento da metà Aprile in poi e che ha rischiato di complicare notevolmente gli obbiettivi… ma i traguardi sono stati raggiunti, tra l’altro con un finale pirotecnico. Non si poteva certo chiedere di più!
Si festeggerà, come è giusto che sia, ma col pensiero già rivolto alla straordinaria, trentennale Edizione, tra conferme e una scadenza di contratto (Theo Hernandez) che non sarà semplice da rinnovare né rimpiazzare. Per noi il titolo della stagione del Kendermore è “Il maratoneta”, perchè se non si può parlare di una fuga in solitaria come accaduto in passato, certamente il ritmo di corsa impresso fino ad Aprile ha reso molto complicato alle avversarie stargli dietro.

E proprio parlando di avversarie, la prima – a pieno merito – non può essere che l’ Athletic Club Soler, che ha mantenuto per larghi tratti di stagione il ritmo imposto dalla capolista. Dopo un inizio non del tutto convincente, ha saputo scalare fino alla seconda posizione e quindi inanellare una serie di risultati utili per mantenere inalterata la distanza di 8 punti, guadagnando al tempo stesso vantaggio consistente sulle inseguitrici. Grazie sicuramente al ritorno in rosa di un sempre pericoloso Osimhen (mai avuto nella scorsa stagione), supportato ora da Dybala, ora da Calhanoglu e Luis Alberto, l’ Athletic ha potuto contare su una rosa bene assortita in tutti i reparti e in grado di produrre gioco e bonus con una certa regolarità. Sfortunata nell’ uscita dalla semifinale di ritorno di Coppa, ma non altrettanto incisiva nelle ultime 2-3 partite di campionato che le avrebbero permesso un ultimo assalto allo scudetto. Chiude comunque a 59 punti (-6), con statistiche (tot. squadra e goals fatti) che in altre annate le sarebbero valse il titolo. C’è tanta qualità da cui ripartire per il futuro, anche se la possibile partenza di Dybala e Osimhen andranno scongiurate o adeguatamente tamponate. Per lui il titolo potrebbe essere: “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (e per poco non lo buttò giù..)

Terzo posto col brivido per il Trucastle Utd, che nonostante un rendimento ben lontano dalle due precedenti, ha saputo regalarsi un finale di stagione sotto le luci della ribalta, affrancandosi al terzo posto e arrivando anche a sfiorare un aggancio al secondo. Sarebbe stato oggettivamente un traguardo oltre il meritato, per quanto fatto vedere durante la stagione, ma va dato il merito a questa squadra di aver superato molte difficoltà. Ad iniziare dalla mancanza dell’uomo di riferimento davanti, Duvan Zapata, che avrebbe dovuto sostituire una partenza dolorosa (numericamente) come quella di Lukaku, così come Dumfries quella di Hakimi. Missione ugualmente compiuta, grazie ad un centrocampo che è certamente degno di nota come tra i migliori della Dragon’s – stagione semplicemente straordinaria per Milinkovic-Savic di rilievo anche quella di Barak – così come la difesa, da cui sono arrivati diversi goals. Mertens, come sempre, ha lasciato la sua impronta, mentre la vera lacuna di questa rosa è sulla trequarti : inconsistenti Ikoné e Correa, scomparso Ilicic nel turbine dei suoi problemi, è rimasto il solo Boga a darsi da fare con esiti piuttosto deludenti. Siamo certi che la dirigenza, che arrivava già da una eccellente stagione lo scorso anno, saprà farne tesoro e riproporsi ai nastri di partenza con i giusti rinforzi! Titolo alla stagione: “La gatta sul tetto che scotta”: serviranno piedi migliori per poterci rimanere, su quel tetto.

Quarto posto che sarebbe a pari merito a 47pt tra Olympique Francois e Bayern Greki, ma il miglior punteggio squadra (per meno di 10pt) condanna quest’ultima al quinto posto. Per quanto riguarda l’ Olympique, va certamente segnalata una stagione fatta di alcune ottime prestazioni, al punto da diventare molto temibile in certe giornate, soprattutto con giocatori come Abraham o Rafael Leao o Simeone in giornata, ad altre in cui però è mancata quella costanza necessaria per ambire alle prime posizioni. Dopo una iniziale partenza molto promettente e un secondo posto che poteva far presagire traguardi importanti, ha perso terreno impaludandosi in alcuni risultati negativi consecutivi – senza più riuscire a riprendersi il secondo e quindi anche il terzo posto. Forse qualcosa in più era lecito attendersi da giocatori come Abraham, Oliveira o Gonzalez, pagati molto ma non determinanti quanto ci si sarebbe atteso, mentre qualche punto l’ha pagata anche la complicata gestione dei portieri, dei quali era difficile individuare un titolare di volta in volta affidabile. Serviranno aggiustamenti, ma ha sicuramente le potenzialità per competere ad alti livelli. Per noi è un “Domani è un altro giorno”, con lo sguardo rivolto al futuro.
Discorso diverso invece per il Bayern Greki, in cui il Mister pare aver spremuto il meglio dalla rosa che gli è stata messa a disposizione, beneficiando di elementi di assoluto valore come Pasalic, Mkhitaryan, Malinkovskyi (un po’ in calo quest’ultimo), ma anche di onesti gregari. Degna di menzione la difesa, che probabilmente è la più solida e completa della Dragon’s League per rendimento (non per media realizzativa). Nel complesso, paga certamente la leggerezza eccessiva nel reparto offensivo, con un Beto ancora lontano dall’essere un craque, ed un Cabral che, ad oggi, si può certamente ascrivere alla lista “oggetti misteriosi”. Indecifrabile anche la stagione di Zaniolo, minata da frequenti, piccoli infortuni. Il risultato è stato comunque un sudato ma meritato quinto posto, ed una finale di coppa non agguantata solo per aver incontrato il peggior avverario nel momento sbagliato. Siamo certi che il presidentissimo Greki saprà valorizzare alcuni elementi (interessante Sabiri, ad esempio) e muoversi sul mercato per far tornare presto il Bayern ai (recenti) fasti. Per il momento il titolo alla stagione è “Bastardi senza gloria”.

Sesto posto per una stagione onesta da parte della neopromossa QPM, che ha certamente potuto contare su un contributo molto importante da parte di giocatori come Perisic, Candreva, Scamacca, Raspadori ma anche un rendimento forse sotto le attese da parte di altri (Dzeko su tutti, purtroppo assente dal tabellino per troppe partite). Nel complesso, un’annata che – come per l ‘Olympique F. – ha sofferto di alcuni cali in certe partite chiave per poter ambire a traguardi più importanti. C’è sicuramente del buono nella rosa, ma resterà da capire la destinazione dei due neroverdi, nonchè di quella dei due veterani di centrocampo e di Joao Pedro, per poter programmare una nuova stagione partendo da solide basi. Titolo della stagione? “La soldatessa alle grandi manovre”: bella da vedere, flirta con i superiori ma senza riuscire a rubar loro la scena.

Settimo e penultimo posto per l’ Honved Savi, che pur partendo coi favori del pronostico, grazie soprattutto ad un attacco di prim’ordine, non ha saputo tenere fede alle aspettative, in particolare nella fase centrale della stagione. Molto meglio quando l’apporto di Lautaro Martinez è diventato decisivo e Muriel ha potuto giocare con più costanza. Paga certamente una stagione più sottotono di Kessie (soprattutto nel girone di ritorno, senza bonus), di Rebic (stagione alquanto anonima la sua) e di Morata, drasticamente peggiorato dal punto di vista dello score realizzativo rispetto alla scorsa (pur non eccelsa) stagione. Ciò nonostante, si afferma come “la bella di notte”, ovvero in grado di competere fino alla fine e vincere la prima edizione della Coppa di Lega, per poi ripresentarsi con piglio anche nella fase a gironi della Dragon’s Cup (conclusa al primo posto). Paga purtroppo le semifinali insipide, ma la stagione – a dispetto del penultimo posto – non può certo considerarsi fallimentare, soprattuto se consideriamo che i 74 gol subiti (il più alto valore dell’anno e tra i peggiori in assoluto) indicano che il calendario non ha certamente aiutato. Insomma, le premesse per fare un mercato di rinforzo nei punti giusti ci sono tutte!
Per l’ Honved è “Allarme Rosso”, oscillando tra ostentazione di forza ed ammutinamento, ma per quest’anno l’obbiettivo è riportarla sana e salva in rada, portandosi dietro qualcosa di buono… in attesa di risalpare con equipaggio più completo.

Infine ultimo posto, con un certo distacco di punti squadra, per il Vitaliverpool. Pur non essendo stata una stagione disastrosa come è capitato di vedere tante volte per le retrocesse, è innegabile che abbia pagato qualche difetto di “leggerezza” di alcuni reparti. Davanti Immobile non si discute certamente, ma il sontuoso ingaggio di Ciro ha poi messo il club dinnanzi alla necessità di tagliare sul costo dei alcuni dei suoi comprimari ed il risultato è stato un deficit di peso specifico, nonostante i ripetuti correttivi operati dal club (pensiamo ai vari Kalinic, Afena Gyan, Gyasi, Pussetto…) Ottima annata di Caprari, che ha contribuito comunque alla causa, mentre Verdi si è segnalato soprattutto per una sontuosa partita contro la capolista, incorniciata da due gol su punizione consecutivi, che hanno scatenato non pochi malumori in casa avversaria… Incertezze anche tra i pali e nel reparto difensivo, che andrà certamente rivisto. Nel complesso, un rendimento altalenante non ha permesso di poter emergere oltre le posizioni di medio/bassa classifica, portando poi il Vitaliverpool a trovarsi ultimo e veder sfumare le chance di riaggancio
Al netto che il contratto di Immobile impone equilibrio negli investimenti al reparto, a breve sapremo quale rivoluzione opererà la proprietà del nuovo club neopromosso, che prenderà il posto del Vitaliverpool con l’obbiettivo di tornare subito nelle zone più nobili della classifica e regalare nuove vittorie alla tifoseria! Titolo della stagione: “Vorrei che fosse amore invece era un calesse”, paradigma delle ambizioni del club che si sono presto scontrate con i numeri… ma con la conferma di Immobile e qualche comprimario adeguato, le occasioni di rilancio non mancheranno!

Buona pausa estiva, buon ciclismo ed un arrivederci a fine agosto (non mancate! il campionato inizia prima)

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