Il punto

Si conclude la stagione 2018-2019 della Dragon’s League, tra le più equilibrate e quindi appassionanti degli ultimi anni. Lo dimostrano non solo gli scarti contenuti sui totali squadra in cima alla classifica, ma anche le battaglie fino all’ultima giornata per aggiudicarsi il quarto posto e il sorpasso in coda al fotofinish.
Si conferma squadra da battere, per il secondo anno consecutivo, il Bayern Greki di Mr. Otto Grehhagel. Squadra che ha esibito più costanza delle altre, anzi approfittando più volte dei passi falsi delle inseguitrici e quindi mettendo tra sè e i rivali un divario di qualche punto e mantenendolo fino all’ultima giornata. Merito senz’altro di una solida difesa che ha in Koulibaly il suo perno più affidabile ma altrettanto preziosi si sono rivelati gli innesti dei due esterni ex Atalanta Gosens e Castagne, oltre al supporto di uomini del calibro di Bonucci e Andersen, a fasi alterne. A tale solidità difensiva si è aggiunto un ottimo lavoro di centrocampo (da menzionare senz’altro Lazzari e Pulgar, prelevato in corso di stagione, ma anche le certezze di uomini come Emre Can e Brozovic). Trequarti che inizialmente ha giovato della brillantezza di Under e poi Correa nel girone di ritorno, ma anche del lavoro sempre fondamentale di uomini come Gomez e Perisic (in questo senso l’unica nota negativa è giunta da Keita, che pare non essersi integrato ed è finito ai margini). Infine il reparto offensivo, che ha giovato dell’annata prodigiosa quanto impronosticabile di Zapata, in coppia con un Immobile forse meno devastante di quanto lasciasse intendere la scorsa stagione ma pur sempre decisivo in tante circostanze. Il Bayern dovrà senza dubbio guardarsi attorno sul mercato, ma lo potrà fare partendo da tante certezze e qualche doveroso ricambio.
Da menzionare le inseguitrici che hanno dato battaglia fino all’ultimo, ovvero il Kendermore UTD e l’ Olympique Francois. Il primo, pur vantando un reparto da trequarti in su in assoluto più prolifico delle avversarie, ha pagato lo scotto di un avvio sotto tono (tanto da far rievocare lo spettro della retrocessione fino a Ottobre) e una quantità di gol subiti che poco si concilia con una vittoria in questa competizione. I Red devils hanno comunque dato battaglia fino alla fine e hanno il merito di aver portato a casa, oltre al secondo posto, la Coppa di Lega. Menzione senz’altro per uno strepitoso Quagliarella che ha ritrovato qui una sua seconda giovinezza, oltre alla (ri)affermazione di alcuni ottimi elementi – Mertens e un Ilicic quanto mai mattatori e disegnatori di calcio con una quantità di assist per i compagni, ma vanno menzionati anche i vari Malcuit, Cancelo (nel girone di andata), un rigenerato Fazio nel finale di stagione, qualche elemento di garanzia a centrocampo e quell’ Orsolini prelevato sottotraccia dalla dirigenza nell’ultima parte di campionato e che si è rivelato decisivo nell’assalto finale e nella vittoria della Coppa (suo il gol decisivo ai supplementari).. Con alcune conferme, si potrà pensare in casa Kendermore a ritentare l’assalto al titolo alla prossima stagione, ma dovrà essere risolto l’equivoco Dybala che – per il suo ruolo e costo attuali – non è senz’altro più sostenibile per la società.
Terzo posto ad un sempre temibile Olympique F., che ha visto la conferma dell’unico, puro fuoriclasse della Dragons: quel CR7 che ha confermato tutta la sua pericolosità quasi su ogni campo, supportato da un lavoro encomiabile di uomini come De Silvestri, Ansaldi, Allan e, nel finale di stagione, un brillante Caicedo e i ritrovati Milinkovic e Luis Alberto. E’ mancata solo quella continuità che sarebbe servita in alcuni momenti della stagione per tentare l’assalto finale e il totale squadra dice che il terzo posto è comunque un risultato da accogliere con soddisfazione. Si dovrà capire il futuro di questi giocatori che rappresentano l’ossatura portante di questa squadra, e da lì si capira se il prossimo mercato sarà fatto di puntellamenti o di rifondazione attorno a CR7.
Poco dietro ritroviamo quel Vitaliverpool che ha rappresentato in varie circostanze della stagione un avversario ostico e una tassa salata alle ambizioni delle avversarie (citofonare a casa Kendermore per conferma). Davanti a una difesa giovane ma ben assortita e che ha avuto in Izzo il suo elemento di spicco, non si può non menzionare il centrocampo più prolifico della Dragons con quella coppia Kurtic/Krunic e una trequarti in cui, all’iniziale verve di un ritrovato Gervinho, si è aggiunta la vena realizzativa di Chiesa. Meno costanti e per questo più difficilmente sfruttabili Berardi e De Paul, mentre in attacco purtroppo è stata pagata cara la querelle tra la società e Icardi, uomo simbolo e cardine per le ambizioni del club. Hanno sopperito Pavoletti e qualche lampo degli altri compagni di reparto (tra cui quel Muriel che al suo arrivo aveva lasciato sperare in ben altre prestazioni). A nostro avviso il prossimo anno, stante la partenza ormai certa di Icardi (scadenza di contratto), la dirigenza dovrà essere brava nel sostituirlo e al tempo stesso puntellare il reparto offensivo con qualche innesto, mentre maggiori certezze potranno arrivare dalla mediana e dai reparti arretrati.
A dar battaglia per il quarto posto ci ha pensato l’ Athletic Club Soler, partito con tutti i favori dei bookmakers ma che ha pagato le defaillances di alcuni suoi uomini artefici della grande cavalcata vittoriosa della stagione 2016/2017 – a iniziare da un troppo acciaccato Iago Falque per proseguire con Insigne che si è via via perso nel corso della stagione, oltre alla stagione indubbiamente fallimentare di uomini chiave come Pastore e Simeone (poi passato al Kendermore sul finale di stagione). Meret in porta è una certezza, la difesa – se è in forma – permette anche di sbilanciarsi su moduli spregiudicati quali il 3-3-2-2 o variazioni sul tema che sono state più volte riproposte nel corso dell’anno (Athletic e Kendermore le due squadre più offensive). Nel complesso la rosa conta ancora in ottimi elementi, Dzeko non potrà rinnovare (scadenza) ma si riparte da qualche giovane di sicuro prospetto (pensiamo ad es. a Zaniolo, Demiral, un Bernardeschi che tutti si augurano in crescita, un promettente Younes…): ci sono tutte le basi per un ottimo rafforzamento in vista della prossima stagione.
Sesto posto per l’Ajaxavi, che a detta degli opinionisti ha appena concluso una delle sue peggiori stagioni per oggettiva impossibilità a competere con le squadre di alta classifica, complice anche alcune scelte societarie di metà anno che hanno impoverito una rosa che già stava pagando imprescindibili assenze quali quelle di Nainggolan e un misterioso Douglas Costa. Nonostante ciò e a fronte del peggior totale squadra della Dragons di quest’anno, la chiusura a distanza di sicurezza dalla retrocessione può considerarsi un buon fermo per un’annata storta e per cominciare un lavoro di rafforzamento al prossimo mercato. Punti fermi? Non molti, ma in porta e in difesa ci sono diverse certezze che hanno trasmesso solidità al reparto (il migliore della rosa) e poi si tratterà di capire il destino degli uomini chiave, a iniziare dal talentuoso brasiliano, in odore di cessione.
Penultimo posto per il Real Andrea, che paga fortemente il rendimento incostante e infine declinante della squadra da cui eredita il maggior numero di giocatori, quel Milan che solo per alcuni tratti di stagione ha tenuto botta e dato continuità di risultati. Da menzionare su tutti un giocatore di sicuro prospetto quale Piatek ed uno insperatamente sbocciato quale quel Petagna a cui il Real deve senz’altro un buon numero di quei punti in classifica che gli hanno permesso di evitare la retrocessione. Senz’altro rivedibili gli altri reparti, incluso un Donnarumma che per essere il fuoriclasse nel suo ruolo deve ancora trovare sicurezza e costanza di rendimento. Ripartendo con gli uomini giusti e il taglio di qualche ramo secco, siamo certi che il Real potrà dire maggiormente la sua nella prossima stagione.
Infine la Longobarda che, pur essendo in predicato di un’ottima annata secondo le opinioni più diffuse tra i bookmakers a settembre, ha pagato una certa sfortuna di calendario nella prima parte di stagione ma poi ha perso affidabilità e prolificità in troppi elementi. Su tutti menzioniamo lo smarrimento di giocatori come Inglese, Verdi, Benassi (partito molto bene ma poi scomparso), lo scarso utilizzo di Martinez (che resta un elemento di sicuro interesse) e qualche inaffidabilità in porta stante la perdita della titolarità di Ospina e un La font non sempre irreprensibile. Il totale squadra comunque dice che non è stata la peggior squadra dell’anno, e questo servirà da stimolo per ripartire da alcuni elementi (su tutti Milik, Sriniar e un ottimo Fabian Ruiz)
Un ringraziamento a tutti i fantallenatori per aver dato vita anche quest’anno ad una appassionante, combattuta stagione in cui anche gli ultimi in classifica erano sempre sul pezzo e pronti a darsi battaglia sul mercato. Adesso ci vuole della halma perchè si va tutti in riposo forzato, qualcuno a godersi le sfide su pedali e 2 ruote, pronti poi a darsi nuova battaglia seguendo i trasferimenti estivi, le amichevoli, i nuovi campioni sotto l’ombrellone (come tutti gli anni) fino alla fatidica sera dell’apertura del mercato!
Il Board Dragon’s League


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